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Sab, Feb

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N° 8 / 2017 - Pratiche partecipative per l'apprendimento nelle organizzazioni

 

I Social Clown come facilitatori dell'apprendimento

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Immagina di trovarti nel bel mezzo di una conferenza, il relatore sta parlando e tu sei seduto sulla tua sedia ad ascoltare. Il tuo ascolto, lentamente, si riduce e ti distrai facilmente. Adesso, ti rendi conto di seguire solo a scatti le parole del relatore, hai perso il filo e ti accorgi che, alle persone intorno a te, sta accadendo la stessa cosa. Qualcuno, infatti, tossisce, si agita sulla sedia, e sono trascorsi soltanto i primi cinquanta minuti.

Ora prova ad immaginare che, a questo punto della conferenza, dalla platea, si alzino due clown vestiti di nero, con naso rosso e cappello e comincino una improvvisazione. La tua postura è cambiata,  sei curioso, attento, e ti sembra di riconoscere, in ciò che dicono e agiscono, alcune parole chiave usate dal relatore, ad esempio. Sei sorpreso da quanto sta accadendo, ma presto si fa chiaro: i clown stanno facendo una restituzione di quello che si è appena ascoltato, ma dal loro punto di vista. I due clown si muovono nella sala, creano immagini, danno voce a quello che sta dietro le parole, lasciano emergere le emozioni che non sono state nominate, insomma, rendono visibile l'invisibile. Quale potrebbe essere l'umore della platea adesso?

Finito l'intervento, che dura massimo 10 minuti, i due clown tornano a sedersi fra il pubblico, ricominciano a prendere appunti, ascoltano profondamente al fine di individuare nuove immagini possibili, aspettando il momento giusto per un nuovo intervento. Il relatore riprende a parlare, tutto sembra essere tornato alla normalità, eppure niente è più come prima. Quell'intervento ha, infatti, trasformato lo spazio, risvegliato l'attenzione, modificato la qualità dell'ascolto, fissato i concetti fondamentali attraverso l'uso di metafore. Ora, le parole e i concetti possono trovare nuovi e sorprendenti significati attraverso la poesia, la metafora, la comicità che acquisiscono senso anche quando vengono utilizzati i linguaggi più tecnici.

Naso Naso Social Clown è un'associazione nata nel 2012 che, dopo un lungo percorso di formazione sul clown 'sotto la direzione di V.Gladwell, R.McNeer e P.MacDonald, si è specializzata nella tecnica del Social Clown, sperimentata per la prima volta dal gruppo francese Bataclown, nei primi anni ottanta, diffusa poi in Inghilterra negli anni novanta grazie al lavoro di Vivian Gladwell, con la sua scuola "Nose to Nose". Il gruppo Naso Naso porta per la prima volta in Italia questa metodologia ormai diffusa in diversi paesi d'Europa.
Gli operatori e le operatrici di Naso Naso Social Clown lavorano su tutto il territorio nazionale, nei più variegati contesti: lezioni universitarie, convegni, corsi di formazione professionali, conferenze, presentazioni di libri, facilitando la comunicazione in qualunque situazione che preveda una persona che parla ed un pubblico che ascolta.

Ma basta leggere, guardiamo!

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