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Mar, Ott

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N° 12 / 2018 - La Scuola che cambia, la Scuola è già cambiata.

 

 
 

Scheda n. 1 - Le riforme nell’istruzione scolastica dal 2016 al 2018

Gli articoli
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Fonte: Eurydice

https://eacea.ec.europa.eu/national-policies/eurydice/content/national-reforms-school-education-33_it

1.      2018

1.1 Il nuovo esame di maturità

Il 26 novembre, il Miur ha pubblicato i quadri di riferimento per le prove scritte del nuovo esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Le novità del nuovo esame sono state introdotte dalla legge 107/2015 e saranno rese effettive con gli esami del prossimo giugno.

Gli studenti affronteranno due prove scritte, invece di tre, e un colloquio orale. La prima prova, che si terrà il 19 giugno, valuterà la padronanza della lingua italiana. La seconda prova, il 20 giugno, verterà su una o due materie specifiche di ogni indirizzo di studio.

I quadri di riferimento pubblicati il 26 novembre descrivono in dettaglio i possibili contenuti e gli obiettivi di ogni prova.

Per la prima volta, il Ministero ha anche fornito alle scuole delle griglie di valutazione per favorire una valutazione più omogenea degli studenti. Le griglie sono contenute nei quadri specifici per ogni prova.

Il prossimo gennaio, il Ministero pubblicherà il quadro di riferimento per la prova orale e le materie specifiche per ogni indirizzo che saranno oggetto della seconda prova scritta.

1.2 Pubblicazione del documento ‘Indicazioni nazionali e nuovi scenari’

Il 1° marzo 2018, il Comitato scientifico nazionale per le Indicazioni nazionali (CSN) ha pubblicato il documento ‘Indicazioni nazionali e nuovi scenari’, rivolto a tutte le scuole, che sottolinea l’importanza di includere alcuni temi rilevanti dal punto di vista culturale ed educativo nell’applicazione delle Indicazioni nazionali per il curriculum del 2012.

Lo scopo del documento è di rinnovare l’attenzione delle scuole sulle Indicazioni nazionali evidenziando l’importanza di concentrarsi sul tema della cittadinanza, già inclusa nel testo, intesa come elemento inserito in tutte le discipline.

Il nuovo documento non sostituisce le Indicazioni del 2012 ma, al contrario, è da intendersi a supporto degli insegnanti nella conoscenza più approfondita delle indicazioni e per sviluppare metodi didattici che integrino tutte le discipline, dalle scienze alla storia, dall’arte alla tecnologia.

I nuovi scenari coinvolgono anche lo sviluppo professionale continuo del personale, così come approcci di autovalutazione e l’autonomia delle scuole.

Il Comitato scientifico nazionale creerà occasioni di confronto fra associazioni di insegnanti, la comunità scientifica e professionale, con il mondo della scuola in generale, per raccogliere elementi utili a un’eventuale revisione e aggiornamento delle Indicazioni nazionali del 2012. Il MIUR organizzerà seminari a livello nazionale sui temi evidenziati nel documento e raccoglierà le esperienze migliori per creare un archivio dinamico utile per i futuri sviluppi del curricolo, delle attività di formazione in servizio e per l’aggiornamento delle Indicazioni.


2.      2017

2.1 Valutazione degli alunni nel primo ciclo di istruzione

Il 10 ottobre 2017, il Ministro dell’istruzione ha firmato due decreti concernenti la valutazione degli alunni, come stabilito dalla legge di riforma 107/2015:

1.      decreto n. 741 di applicazione della riforma sulla valutazione degli alunni del primo ciclo di istruzione, come previsto dalla legge 107/2015 e dal dlgs. 62/2017;

2.      decreto n. 742 che fornisce alle scuole i modelli per la certificazione delle competenze nella scuola primaria e secondaria di primo grado.

Successivamente, il ministero ha pubblicato una nota per supportare le scuole nell’applicazione delle nuove disposizioni sulla valutazione.

In base alla riforma, a partire dall’a.s. 2017/2018, la valutazione degli alunni del primo ciclo di istruzione si svolgerà nel modo seguente:

·         gli alunni ricevono, per ogni materia, sia un voto numerico in decimi che un giudizio;

·         gli alunni della scuola secondaria di secondo grado ricevono, come già accade per quelli della scuola primaria, un giudizio sul loro comportamento invece del voto numerico;

·         gli alunni della scuola secondaria di primo grado passano all’anno successivo anche in presenza di un voto inferiore a 6/10;

·         le prove scritte all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo si riducono da sei a tre (italiano, matematica, lingue straniere);

·         nella scuola secondaria di primo grado, le prove standardizzate Invalsi non sono più comprese nell’esame finale ma costituiscono un requisito obbligatorio per l’accesso all’esame stesso e il voto ottenuto nelle prove non conta ai fini del voto finale;

·         sia a livello primario che secondario di primo grado, le prove standardizzate si tengono entro il mese di aprile e hanno a oggetto anche la lingua inglese, oltre a italiano e matematica.

Infine, alla fine della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, gli alunni ricevono un documento che certifica le competenze acquisite durante il relativo a livello di istruzione. Il Ministero ha predisposto i modelli ufficiali di certificazione delle competenze validi su tutto il territorio nazionale.

2.2 Piano nazionale sperimentale per i diplomi (licei e istituti tecnici) in quattro anni

Il 7 agosto 2017, è stato firmato il decreto ministeriale che dà il via al Piano nazionale per la sperimentazione di percorsi di istruzione secondaria superiore brevi, ossia percorsi liceali e tecnici della durata di quattro anni invece degli attuali cinque.

La sperimentazione inizierà a partire dall’a.s. 2018/2019 e coinvolgerà 100 classi. Il Ministero pubblicherà un bando nazionale a settembre e le scuole che intendono partecipare alla sperimentazione dovranno presentare la loro proposta di programmi di studio rivisti per adattarli alla durata ridotta. I progetti saranno selezionati sulla base di specifici criteri quali alti standard di innovazione, l’uso delle tecnologie, processi di orientamento sia verso il mondo del lavoro che per la prosecuzione degli studi. Le proposte di rimodulazione dei piani di studio dovranno comunque garantire agli studenti il raggiungimento degli stessi obiettivi specifici di apprendimento pervisti per lo stesso percorso di studi ordinario.

I quattro anni di sperimentazione saranno oggetto di monitoraggio sia a livello nazionale che regionale.

2.3 Approvazione dei decreti delegati sull'istruzione scolastica

Il 14 gennaio, il Consiglio dei Ministri ha approvato sette bozze di decreto sull’istruzione scolastica, come previsto dalla legge 107/2015. Dopo essere stati sottoposti al parere della competente commissione parlamentare, con il coinvolgimento dei soggetti interessati, i testi definitivi dei decreti sono stati approvati il 13 aprile 2017 e pubblicati in Gazzetta Ufficiale a maggio.

I sette decreti approvati sull’istruzione scolastica riguardano:

·         il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

·         la promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità; 

·         la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale;

·         il diritto allo studio;

·         la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

·         il riordino della normativa in materia di scuole italiane all'estero;

·         l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato

Di seguito una breve descrizione di cosa prevedono le bozze di decreto.

Il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado

Attualmente, gli insegnati della scuola secondaria di primo e di secondo grado devono completare la propria formazione a livello di istruzione superiore con un anno di tirocinio formativo attivo (TFA) che dà accesso ai concorsi pubblici per insegnanti. La riforma prevede che al concorso si potrà accedere con il possesso della laurea specialistica. Chi supera il concorso sosterrà una formazione di tre anni, due dei quali a scuola. La fine dei tre anni di formazione è seguita dall’assunzione a tempo indeterminato.

Promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità

Il decreto sull’inclusione prevede la semplificazione delle procedure per attivare le misure di supporto agli alunni con bisogni educativi speciali. Le misure di supporto avranno al centro i bisogni degli alunni con disabilità in una prospettiva più ampia, invece che essere incentrate principalmente sul tipo e gravità di patologia.

Infine, sarà incrementata la formazione degli insegnanti di sostegno, passando dagli attuali 60 a 120 crediti e tutto il personale della scuola seguirà una formazione specifica incentrata sui metodi per la didattica inclusiva.

Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale

Questo decreto si occupa dell’innovazione dell’offerta di istruzione e formazione professionale e sulla revisione dei programmi di studio al fine di evitare le sovrapposizioni con l’istruzione tecnica e con la formazione professionale organizzata a livello regionale (IFP).

Il testo prevede il passaggio dagli attuali 6 a 11 indirizzi e l’aumento fino al 40% nel primo biennio e fino al 55% nel triennio del tempo dedicato all’apprendimento nelle materie di indirizzo e laboratoriali.

A partire dall’a.s. 2018/2019, gli istituti professionali e le agenzie formative nel sistema di formazione professionale regionale entreranno a far parte di un’unica rete nazionale delle scuole professionali, creata per avere un’offerta professionale più efficiente.

Diritto allo studio

Il decreto sul diritto allo studio prevede lo stanziamento di 10 milioni di euro destinati agli studenti degli ultimi due anni di istruzione secondaria superiore per l’acquisto di libri di testo, mobilità e trasporti e per accedere ai servizi culturali. Gli studenti saranno anche esonerati dal pagamento delle tasse scolastiche.

Promozione e la diffusione della cultura umanistica

L’insegnamento di musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa sarà potenziato a tutti i livelli, in particolare a livello secondario superiore.

L’alternanza scuola-lavoro coinvolgerà anche soggetti pubblici e privati che operano nel campo della conservazione e produzione artistica.

Riordino della normativa in materia di scuole italiane all'estero

Il decreto contiene delle disposizioni che hanno lo scopo di allineare l’offerta delle scuole italiane all’estero con l’istruzione impartita nel paese. Gli insegnanti rimarranno all’estero per sei anni invece degli attuali nove e l’organico degli insegnanti all’estero sarà incrementato di 50 unità.

Adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato

Il decreto introduce alcuni cambiamenti negli esami conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione a partire dal 2018.

Per l’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione è prevista la riduzione delle prove scritte che passeranno dalle attuali sei a tre (italiano, matematica e lingua straniera). La prova standardizzata (Invalsi) che attualmente è parte dell’esame, sarà tenuta durante l’anno scolastico.

Per l’esame conclusivo del secondo ciclo si passerà dalle attuali tre prove scritte a due (italiano e una materia caratterizzante l’indirizzo di studio). L’alternanza scuola-lavoro sarà requisito per l’ammissione all’esame.

Nel calcolo del voto finale, che rimarrà espresso in centesimi, la valutazione complessiva degli ultimi tre anni avrà un peso maggiore ed inciderà per un massimo di 40 punti (attualmente ne vale un massimo di 25), mentre le due prove scritte e il colloquio incideranno per un massimo di 25 punti ciascuna.

A tutti i livelli, le prove standardizzate nazionali comprenderanno anche l’inglese e saranno tenute durante gli ultimi anni della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e di secondo grado. Il test nazionale inciderà sull’ammissione agli esami conclusivi del primo e del secondo ciclo e non farà più media nel calcolo del voto finale.


3.      2016

3.1 Valutazione dei dirigenti scolastici

Fra agosto e settembre 2016, il Ministero dell’istruzione ha pubblicato una direttiva e delle linee guida per la valutazione dei Dirigenti scolastici.
La procedura di valutazione, applicata a partire dall’anno scolastico 2016/2017, è descritta in dettaglio nella sezione sul personale dirigente nell’istruzione scolastica.

Sebbene la normativa in vigore, in particolare il Decreto legislativo 165/2001 (sul rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici), il DPR 80/2013 (sul Sistema nazionale di valutazione) prevedessero la valutazione dei dirigenti scolastici la valutazione non era ancora iniziata.

Più recentemente, la recente legge 107/2015 (riforma del sistema di istruzione) ha rilanciato il tema e ha stabilito che la valutazione dei dirigenti scolastici avverrà sulla base dei seguenti criteri generali:

a) competenze gestionali e organizzative, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell'azione dirigenziale in relazione agli obiettivi assegnati nell'incarico triennale;

b) valorizzazione dell'impegno e dei meriti professionali del personale dell'istituto;

c) apprezzamento del proprio operato all'interno della comunità professionale e sociale;

d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici;

e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica e rapporti con il contesto sociale.

Oltre ai citati criteri generali, verrà tenuto conto anche del tipo, dimensioni e complessità della scuola.

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