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Sab, Giu

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N° 17 / 2021 - Ventennale I – Apprendere nella società della conoscenza

 

 
 

I venti anni di “Formazione & Cambiamento”

Gli articoli
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Sono passati venti anni da quando, nel gennaio 2001, è apparso, nel sito istituzionale del Formez, il primo numero di “Formazione & Cambiamento”, la rivista che, come sanno i suoi più assidui (e meno giovani) lettori, ha continuato ad essere pubblicata regolarmente con frequenza bimestrale fino al 2014, anno in cui si è resa autonoma e, grazie all’impegno di un piccolo gruppo editoriale, ha ripreso le pubblicazioni nella forma (anche grafica) attuale confermando, consolidando e rilanciando una linea di approfondimento caratterizzata dalla centralità della riflessione sull’apprendimento degli adulti. Questa prospettiva, volutamente ampia ed aperta, si è tradotta in una linea editoriale costantemente orientata a cogliere nella misura del possibile una molteplicità di temi, di questioni e di riferimenti alle pratiche seguendo un approccio transdisciplinare quanto alle teorie di riferimento, fondato sul legame con le (e sulla valorizzazione delle) esperienze, aperto al confronto. È difficile dire quanto l’esperienza dei venti anni di “Formazione & Cambiamento” abbia contribuito allo sviluppo della cultura della formazione italiana – in un tempo di scarsa presenza non solo nel web di punti di riferimento specializzati e autorevoli. Certo è che la rivista ha potuto contare sul contributo di moltissimi esperti di riconosciuto valore che hanno risposto generosamente (con articoli, interventi, interviste) alle sollecitazioni a collaborare alla costruzione dei 100 numeri del webmagazine. Al tempo stesso, non si può non segnalare, almeno come indicatore di gradimento, la crescente attenzione degli addetti ai lavori testimoniata dalla notevole dimensione quantitativa degli abbonati alla rivista.
Il Leitmotiv dell’apprendimento che ha fin dalle origini caratterizzato la riflessione di “Formazione & Cambiamento” trova un punto di approdo per noi particolarmente rilevante nella pubblicazione del numero speciale (il 15 del 2020) dedicato all’enunciazione di “Quattordici tesi sull’apprendimento” che intendono avviare di una discussione di lungo respiro che coinvolga un vasto fronte di soggetti e gruppi in un disegno decisamente orientato verso il rinnovamento radicale delle pratiche professionali legate ai processi di apprendimento. 
Una simile discussione è tanto più necessaria e impegnativa quanto più dirompenti si stanno manifestando nel mondo intero le conseguenze della pandemia che da oltre un anno ci tiene in ostaggio bloccando o limitando fortemente l’agire individuale e collettivo. È certo che gli effetti della pandemia incideranno profondamente nella vita sociale, materiale e psicologica di noi tutti lasciando segni che al momento nessuno è in grado di prevedere. In un momento come questo, proprio quando bisogna raccogliere le energie sostando nell'incertezza e mettendo in gioco tutte le “capacità negative” di cui siamo dotati, l'apprendimento, inteso come abbiamo cercato di tratteggiarlo nelle nostre quattordici tesi, si profila come una risorsa cruciale per affrontare con consapevolezza le difficoltà economiche, sociali ed emotive nelle quali la pandemia ha precipitato tutti noi. In una simile congiuntura, che richiede capacità di modificare abitudini fortemente strutturate e al tempo stesso quadri cognitivi consolidati, la riflessione sull’apprendimento reclama una nuova attenzione e una nuova centralità: senza alcun dubbio, infatti, l’improvvisa e sorprendente esperienza in cui siamo immersi ci ha insegnato che non finiremo mai di apprendere e che, apprendendo, continueremo a cambiare. Ogni situazione problematica, per quanto acuta e dolorosa possa essere, induce sempre al suo superamento e ciò è possibile solo attraverso una dinamica permanente di confronto serrato con l’esperienza, la principale fonte della nostra inclinazione ontologica ad apprendere. 
Il riconoscimento di tale realtà e della sua potente concretezza ci induce ad intensificare l'impegno di “Formazione & cambiamento” sul terreno dell'iniziativa finalizzata al rilancio – radicalmente rinnovato – delle politiche, delle strategie e delle pratiche associate all’apprendimento. 
Ed è proprio in questa prospettiva che intendiamo recuperare e ripubblicare – senza nulla concedere a tentazioni meramente celebrative – l’essenza di quanto proposto dalla rivista nei suoi venti anni di attività. 
Da tale recupero – che consiste nella riproposizione di una varietà di contributi selezionati tra quelli proposti dalla rivista nei numeri della “vecchia” e della “nuova” serie – emerge un cospicuo patrimonio di articoli e interviste che configurano una netta continuità di elaborazione e di pensiero fondata sulla centralità dell’apprendimento in tutte le pratiche in vari modi riconducibili a ciò che comunemente viene etichettato come “formazione”.
Il criterio con cui riproponiamo in una sorta di antologia retrospettiva una rassegna di testi scelti tra quelli già pubblicati corrisponde all’idea di associare i contributi proposti ad alcuni raggruppamenti omogenei delle “Quattordici tesi sull’apprendimento” esposte nel n. 15 del 2020. In tal modo è possibile non solo organizzare e distribuire in modo ordinato una gran varietà di testi, ma anche testimoniare una coerente persistenza di orientamenti culturali e di contenuti spesso in largo anticipo rispetto al dibattito corrente. Questa scelta espositiva – che valorizza al tempo stesso le tesi e i contributi ad esse associati – ci permette di raccogliere in tre numeri speciali di “Formazione & Cambiamento” dedicati al ventennale della rivista una serie di articoli e di interviste di un certo interesse.
In questo numero, che è il primo dei tre speciali (1) e che ha come titolo “Apprendere nella società della conoscenza”, proponiamo una serie di contributi riconducibili agli  assunti di tre delle “Tesi sull’apprendimento”, la prima (“L'apprendimento è parte integrante dell'essere al mondo ed è essenziale per la sopravvivenza, l’adattamento e lo sviluppo”), la terza (“Apprendere è anche capacità di dis-apprendere per tornare ad apprendere e per questa via continuamente cambiare”) e la quinta (“Dubbi, ostacoli, conflitti, freni, complessità sono parte integrante di ogni processo di apprendimento”). Per agevolare la lettura dei testi, li abbiamo distribuiti in quattro raggruppamenti: L’apprendimento (contributi di Cepollaro, Landri, Lipari e Mori), Le competenze (contributi di Bresciani, Bruni e Serreri), Apprendimento e organizzazioni (contributi di Linden/Patrinos, Lipari, Miccoli, Quaglino e Valentini), Il digitale (contributi di Busetti e Cinti).
Gli articoli e le interviste che qui pubblichiamo, tutti legati all’idea della centralità dell’apprendimento, offrono una varietà di punti di vista e di riflessioni che affidiamo ai nostri lettori nella speranza di alimentare una discussione più ricca e più ampia di quella da noi qui proposta.
 
(1) Identico approccio seguiremo per la composizione dei due numeri successivi (“Dimensioni soggettive e sociali dell’apprendere” e “Metodi e pratiche”) che pubblicheremo nei prossimi mesi.

 

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